Nomi anonimi
Il lato oscuro delle cripto
Estratto dal saggio L’AntiCripto, che affronta storia, origini e criticità delle criptovalute. Il contenuto ha finalità esclusivamente culturali e informative e non costituisce consulenza finanziaria né invito all’investimento.
Le criptovalute sono anonime, è il loro DNA. Nessun intermediario che osservi i pagamenti, veda quanti bitcoin ho. Nessuno valuterà se sono in regola con le tasse o i miei proventi sono leciti. Ecco una chiave di lettura del loro successo: offuscare il confine tra lecito e illecito, rendere più friabile la linea d’ombra tra nero e bianco. È questo che le rende insidiose per le democrazie: lontano dagli occhi, lontano dalla legge. Il 16 ottobre 2017, Daphne Caruana Galizia esce di casa a Malta e una bomba la uccide. Non ci vorrà molto per capire che all’origine dell’attentato sono i Panama papers, di cui parla nel suo blog: la fuga di documenti da una società di servizi legali di Panama aveva rivelato vasti intrecci di riciclaggio ed evasione fiscale. È il tipo di controparte su cui, prima delle criptovalute, si era costretti a fare affidamento. Ora: niente più società fiduciarie, o documenti cartacei e impiegati pentiti: tutto è nell’etere, invisibile, inafferrabile, senza fughe di notizie. Ma vivremo in un mondo migliore? Ne discuteremmo con Daphne che, però, non c’è più.
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